La lista confusa
Nei primi anni della celebrazione della Festa della Repubblica, vi fu un Prefetto (pare di Napoli) che stanco di accogliere nei suoi saloni, al ricevimento pomeridiano del 2 giugno, la pomposa pletora di aristocratici, con l’intramontabile corredo di duchi, duchesse e duchini, tenendo altresì presente che o titoli Nobiliari erano stati aboliti dalla Costituzione, in primo accordo con la consorte, decise, che era ormai tempo di lasciare a casa ‘l’aristocrazia dei blasonati’ per accogliere con tutti gli onori, la ben più meritoria “Aristocrazia dei Talenti” composta da egregi professionisti e da illustri, che con la loro silenziosa opera, davano lustro al risorgere dell’Italia. A redigere la “Lista dei Talenti” ed a spedire gli inviti, fu incaricato il Capo della segreteria, che passò l’incarico al suo vice e questi al vice del vice del vice.
Facile da prevedere, è che i Talenti – che non avevano mai ricevuto l’invito rimasero a casa e al ricevimento del 2 giugno, il Prefetto e la consorte sommamente sbalorditi, videro arrivare l’abituale pletora di blasonati alla testa marchesi, marchese e marchesini.
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