Capitan Miki ed il grande Blek
di Mauro D’Amico
Alcuni dei personaggi più amati dai ragazzi degli anni ‘50 e ‘60 creati dal trio “EsseGesse” (Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris) furono Capitan Miki e Blek Macigno. Questi due personaggi, inizialmente pubblicato nel tipico formato a “striscia” a causa dei costi di stampa ma anche per la poca disponibilità economica dei ragazzi di quegli anni (costavano appena 30 lire) e successivamente pubblicati in piccoli albi di verticale, pur vivendo le loro avventure in due periodi storici differenti ebbero un grande successo.
Capitan Miki aveva altri due comprimari, Salasso e Doppio Rum che alleggerivano il clima delle dure avventure che il giovane “Ranger del Nevada” affrontava di volta in volta.
Anche il grande Blek aveva due comprimari, Roddy e il Dottor Occultis, ma le sue avventure si svolgevano nel periodo della lotta di indipendenza dell’America dal giogo degli spagnoli (più o meno il periodo in cui sono ambientate le storie del Comandante Mark ed i suoi “lupi dell’Ontario” degli stessi autori pubblicati dalla Bonelli). Questa formula, di un eroe duro ed invincibile e comprimari più o meno faceti, lo ritroveremo in seguito anche in altre storie (Zagor e Cico per esempio) convinti com’erano all’epoca che rendendo più “leggere” le avventure si sarebbe procurato meno stress ai giovani lettori.
Fatto sta, che questi eroi creati a tre mani hanno cavalcato con successo oltre 40 anni di fumetto italiano ed ancora oggi vengono ripubblicati in vari contesti ed edizioni. La semplicità delle storie dove il cattivo era solamente cattivo ed il buono era solo buono era lo specchio di come all’epoca sembrasse tutto più semplice, come la visione dei più piccoli per cui le cose sono nere o bianche senza sfumature di sorta. Bei tempi quelli dell’infanzia e di questi “Eroi Innocenti”.
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