Settembre 2026

Quelle ‘quattro giornate’

Il 30 settembre 1943 i Napoletani riuscirono col loro eroismo a cacciar via i tedeschi.

Di lì a 24 ore giunsero nella città partenopea le truppe alleate, delle quali facevano parte gli americani e gli inglesi. Gli uni e gli altri erano, in verità, erano alleati fra loro, ma i “Figli del Vesuvio” si ostinavano a chiamarli i nostri alleati, anche perché il maresciallo Badoglio aveva finalmente convinto Re Vittorio Emanuele a dichiarar guerra alla Germania, passando dal lato opposto come cobelligeranti.

Per le strade della città vespe e autoblinde andavano distribuendo panini e chewing gum, ma era solo quella una parvenza della Quinta Armata; in realtà, il grosso delle truppe era rappresentato da mercenari agli ordini del Generale Parton, il quale aveva dichiarato: “Fatte ciò che volete nelle prime quarantotto ore e soprattutto, se scorgete appena un italiano, uccidetelo subito”. Così che tra le arterie cittadine, con i mezzi appena sbarcati dalle loro portaerei, i suddetti mercenari si divertivano a correre e a puntare con le loro auto i Napoletani che attraversavano la strada, mandandoli, se non all’ospedale, al Campo Santo.

Pertini, proprio a proposito di ciò, in un suo interessante scritto: “E pensare che questi tali ‘salvatori’ ci ostinavamo a chiamarli amichevolmente i nostri alleati”.