Luglio 2026

Ricordando quel tempo che fu

Da isola a carattere familiare, qual era stata sin da principio, l’isola era diventata – a buona ragione – internazionale. Non era ormai stata adottata – come da principio – solo dai ‘pionieristici’ tedeschi, ma arrivavano adesso turisti da tutto il mondo. Passeggiando sul litorale di Lacco Ameno, mi trattenni a guardare un giovane pescatorello, che nel suo gozzo se ne stava intento a cucire le reti. Non seppi trattenermi dall’intavolare con lui, per poi digli baldanzoso: “Lo sai che quando io venivo qui, tu ancora dovevi nascere?

Pensa un po’ che non c’era ancora il pontile in cemento armato; il vaporetto si ancorava al largo e lo raggiungevano le barche, per portare le persone alla spiaggia. E al posto della pensione qui accanto, c’era il ristorante ‘Marietta’, che a sera, veniva trasformato in Monkey Bar, e poco prima della mezzanotte, usciva a cantare un duo formidabile, composto da Dora Musumeci e Fausto Cigliano. Rizzoli, intanto approvava i primi progetti degli ingegneri che avrebbero costruito l’Hotel Regina Isabella, e Marzotto, per non essere da meno, convocava le maestranze, per porre la prima pietra al suo albergo di Porto d’Ischia. Si andava a ballare al Monkey Bar e il più elegante veglione di Ferragosto, era quello dell’Excelsior… Il mio paziente giovane ascoltatore, continuando ad avere il capo chino sulla sua rete, interrompe il flusso dei miei ricordi, per dire: “Ma vuje, pe’ sape’ tutte sti cose, avita essere viecch.

Viecchio assaie!”

(Per saperne di più potete leggere la rubrica l “L’ATTUALITA’”)