Gli addobbatori Iberici
Il calendario liturgico, annuncia che quest’anno, la Pasqua la si celebra domenica 5 aprile. Cosicché, nel giorno del Venerdì Santo, in ogni Chiesa, vengono allestiti i Sepolcri, nel devoto ricordo del Cristo morto. Ma più mesti di tutti, sono i Sepolcri che vengono preparati nelle Chiese di Napoli e dell’intera regione, con ricchi candelabri e artistici ceri, tappeti d’epoca, velluti e stoffe d’Oriente: un eccezionale lavoro degli addobbi, lavoro degli addobbatori campani: un’arte loro insegnata, allorché vi fu la dominazione spagnola e a Napoli i viceré arrivarono in pompa magna, col loro Patrono San Vincente Ferrer, oltre che con i pretenziosi addobbatori. E sempre nella tradizione religiosa del Venerdì Santo, c’è la visita alle sette Chiese che coi loro sepolcri, si trovano lungo quell’arteria che a dispetto della toponomastica per i napoletani, si chiamerà sempre Via Toledo. Nella notte precedente, si svolge, da parte delle Congreghe, le processioni degli incappucciati e coloro che sono andati al balcone per vederle e unirsi alle preci e ai cori, essendo questo giorno di digiuno, si sono rifocillati con pane al formaggio. L’indomani, per Pasqua, vi sarà un pranzo d’eccezione, con tutte le più tradizionali pietanze. Ma qui stiamo passando dal mistico al mangereccio, e quindi dal sacro al profano.
(Per saperne di più consulta la rubrica “IL RE E’ NUDO”)
