Aprile 2026

Lungo viaggio verso la notte

di Giovanni Ribaud

Al Teatro Cilea di Catania è andato in scena lo spettacolo “IL lungo viaggio verso la notte” di Gabriele Lavia, dove è riuscito a offrire una lettura monumentale e funerea del capolavoro di O’Neal, da lodare particolarmente la sua capacità di trasformare il drama famigliare in un rituale metafisico sulla memoria e il fallimento.

Altro punto chiave dello spettacolo è dato da Lavia che ha optato per una scena espressionista della regia, dove la casa dei Tyrone diventa una prigione di ombre e specchi, così da ampliare il senso di isolamento dei membri della famiglia.

L’attore è riuscito, nel suo ruolo di patriarca James, a dominare il palco con una interpretazione fisica e sofferta affiancato da una Federica Di Martino immersa nel suo ruolo di Mary, che è riuscita a restituire la fragilità della dipendenza.

La lunga durata dello spettacolo riesce a creare una situazione claustrofobica che si espande anche al pubblico.

La Mandragora di Macchiavelli al Quirino

di Gemma Giordano

Dalla produzione diretta da Guglielmo Ferro trova protagonista Massimo Avventurielo, Francesco Salvi.

La critica accoglie questa versione come una riflessione della condizione umana, analizzandone le ossessioni e i desideri, l’opera si presenta come una metafora di società, morale e potere.

Off-Off Theatre: Maria Jose Batista Louis

Opera diretta da Silvano Spada e tratta dal libro di Luciano Regolo, parla della vita dell’ultima regina d’Italia, Maria José.

L’opera presenta Maria José, negli ultimi anni della sua vita ormai stanca e inquieta ma ancora anticonformista e fuori controllo.

La regia ha fatto un ottimo lavoro presentando una ambientazione nostalgica ma che porta ancora una presenza aristocratica, anche se ormai sbiadito.

Il testo non ricostruisce solo gli ultimi anni della Regina (un mese scarso nel ’46) ma la racconta dal suo punto di vista, dal matrimonio programmato alla guerra, dagli incontri con personaggi come Mussolini, Hitler e Ciano fino alle armi dei partigiani.

TRUCULENTUS di Plauto al Teatro Arcobaleno di Roma

di Anele Marafondi

Lo spettacolo Truculentus di Plauto, in scena al Teatro Arcobaleno di Roma, ora Centro di Produzione del Classico dal 6 al 29 marzo è un’autentica esplosione di energia teatrale e professionalità che ha conquistato il pubblico adulto e continua a conquistare il pubblico degli studenti delle scuole superiori fino a mercoledì 2 aprile.

Diretto con maestria da Vincenzo Zingaro, questo allestimento riesce a trasportare con brillantezza l’antica commedia latina nel cuore del ventennio italiano, creando un affresco storico vivido e ironico. La storia d’amore tra la prostituta raffinata e il giovane innamorato si dipana in un ritmo serrato e coinvolgente, dove la presenza di un generale del regime, abilmente reso con comicità pungente dal suo interprete, aggiunge una dimensione satirica efficace e memorabile.

La protagonista femminile, una cantante soprano di rara classe, impreziosisce la narrazione con assoli melodiosi che incantano gli ascoltatori. Accanto a lei, la gestrice del postribolo, interpretata da un’attrice di grande esperienza, mostra tutta la sua perizia nella sua performance intensa e divertente. Gli altri membri della Compagnia Castalia, navigatori consumati delle scene, si destreggiano con bravura tra ruoli eterogenei, dal matto del villaggio al podestà, al gestore dell’osteria di nome Truculentus, contribuendo a tessere un tessuto artistico armonioso e di spessore.

Il risultato finale è un prodotto teatrale di grande livello, capace di unire divertimento, riflessione e qualità recitativa, perfettamente calibrato per un pubblico giovane, ma senza rinunciare alla profondità e alla sofisticazione. Una serata da non perdere, che conferma il Teatro Arcobaleno come punto di riferimento imprescindibile per il teatro classico e contemporaneo a Roma.

La magistrale trasposizione della storia originaria operata da Vincenzo Zingaro, in un periodo lontanissimo da quello di Plauto, fa comprendere la contemporaneità innegabile del messaggio plautino, che si cala perfettamente nell’ambiente provinciale del nostro Paese.