Marzo 2026

A casa tutti bene

di Maria Antonia Iannantuoni

Su il sipario del teatro Diana, salotto di Napoli per la tragica commedia “A casa tutti bene”, tratto dal romanzo di Gabriele Muccino e Paolo Costella, diretto da Gabriele Muccino, regista e noto autore di romanzi popolari, con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison. Muccino porta a teatro un proprio film, già diventato anche una serie tv. Gli attori principali sono il napoletano Giuseppe Zeno, volto amato dei sceneggiati televisivi e la brava Anna Galiena, affiancati da Alice Arcuri, Simone Colombari, Lorenzo Cervasio, Vera Dragone, Maria Chiara Centrami, Sandra Franzo, Alessio Moneta, Celeste Savino e Ilaria Carabelli. Le musiche sono di Nicola Piovani. Le scene si alternano con continuità e mostrano le bellezze dell’isola che fanno da cornice agli stati d’ animo dei personaggi, che si trovano per il maltempo tutti insieme dopo tanti anni, nell’ isola in casa della madre Alba per festeggiare il suo ottantesimo compleanno, per cui sono costretti ad una convivenza forzata, che determina conflitti antichi e tensioni mai dimenticate. Sono persone comuni, che non hanno, in tutti quegli anni, chiarito tra di loro i motivi di risentimento che li hanno allontanati. Ecco perché in quella famiglia allargata, riunita per una festa, esplodono incomprensioni e fragilità. Portare a teatro questa storia, dove c’ è un solo luogo e un solo tempo, determina una maggiore intensità nel raccontare i sentimenti dei personaggi e le loro debolezze, rendendo partecipe il pubblico che si riconosce nei personaggi. Il linguaggio, quindi, diventa universale con dinamiche odierne e che mette in evidenza le difficoltà delle famiglie, le loro fragilità ed i loro conflitti. Applausi a scena aperta dal folto pubblico

Cena a sorpresa

di Maria Antonia Iannantuoni

Su il sipario del palcoscenico de prestigioso teatro italianano, Diana di proprietà della famiglia Mirra e gestita ininterrottamente dalla stessa, fondato nel lontano 1933, sempre all’ avanguardia per accogliere spettacoli ed attori di grande valore, vincitore di numerosi, infatti, “Biglietti d’ oro” della commedia brillante. “Cena con sorpresa”, firmata da quattro autori del teatro Golden di Roma, i versatili artisti fratelli Augusto e Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, noti per altri lavori di successo, la regia è di Toni Fornari. I protagonisti sono i brillanti attori Tosca D’ Aquino nelle vesti di Stefania, Simone Montedoro nelle vesti di Arnaldo, Toni Fornari in quelle di Francesco, Elisabetta Mirra in quelle della figlia Angelica. È una commedia molto divertente, scorrevole con battute spiritose, originali, generando situazioni comiche ed inaspettate, ma che, un tono leggero, esplora la mente dei perbenisti, che si oppongono alle situazioni lontane dalle loro realtà e che reagiscono in modo animoso ed analizza le ipocrisie e la fragilità delle famiglie.

La commedia punta a stupire il pubblico con un finale a sorpresa che mostra un’apertura mentale dei personaggi, che fa riflettere e divertire. La scena è unica, una terrazza con un tavolo apparecchiato, è la casa di Stefania e Arnaldo, coppia benestante, affiatata, sposata da molti anni, genitori della venticinquenne Angelica ed hanno invitato per una simpatica cena un loro caro amico, cinquantenne Francesco, architetto affermato, scapolo impenitente, con il quale hanno condiviso tanti momenti felici della propria infanzia. Francesco durante la cena appare un po’ imbarazzato, ma, guardando Angelica, alla fine trova il coraggio di raccontare ai suoi amici di essersi innamorato, ricambiato di Angelica. Poveri genitori non riescono a capire, non sanno che Francesco da quasi un anno ha una relazione con Angelica, che ha sperato di rivelare in quell’ occasione il loro amore. Con battute ironiche, satiriche e situazioni comiche ed inaspettate si dipana la commedia, promettendo riflessioni e divertimento, mirando a stupire il pubblico con un finale legato alla scoperta della sorpresa e alla speranza che si possa vincere quel falso perbenismo che stravolge i sentimenti.

Applausi a scena aperta dal folto pubblico, che si rivede nella propria realtà, perché il teatro rappresenta la libertà di poter parlare e di esprimere le proprie idee ad un pubblico che ascolta e che afferma con gli applausi di concordare con tali idee. Bravissimi tutti e quattro gli attori, che riescono con bravura e semplicità a penetrare l’animo di ogni persona.

Riccardo III

di Maria Antonia Iannantuoni

Su il sipario del bellissimo teatro Mercadante di Napoli per la famosa opera di William Shakespeare, adattamento di Antonio Latella, registra e drammaturgo italiano, attivo a livello europeo, noto per le sue regie innovative che reinterpretano i classici i classici, coadiuvato da oltre vent’ anni da Federico Bellini, drammaturgo e traduttore Antonio Latella. In questa opera rielabora il classico shakespeariano, concentrandosi sulla seduzione del male nella sua bellezza piuttosto che sulla mostruosità fisica. Esplora la crudeltà del potere, la manipolazione attraverso la parola e la sconfitta di Riccardo da parte del mondo femminile. La crudeltà di Riccardo non è determinata per l’ascesa al trono, non per la corona, ma è per la sottomissione del femminile; infatti, la sua morte è proprio determinata proprio dalle terribili maledizioni della regina madre. Il male è mostrato, non come disarmonia fisica come lo pone Shakespeare, ma dalla bellezza fisica e dalla seducente, ingannatrice natura del “Giardino dell’Eden” che è lo scenario di tutta la tragedia, in cui nel mezzo c’è un grosso tronco, da cui esce ed entra Riccardo. L’interpretazione di Latella è molto attuale, in quanto il male è totale, non c’ è nessuna giustificazione, Riccardo è bello, come il seducente Lucifero, che era l’angelo più bello. I temi sono il potere della parola, la solitudine del potere, la guerra e la sconfitta finale. La traduzione è fedelissima, ma Federico Bellini usa un lessico di oggi e ci sono tagli necessari rispetto alla versione integrale “Riccardo III” che durerebbe nella versione integrale cinque ore, e per il pubblico odierno sarebbe assurdo; infatti, diversi personaggi sono stati raggruppati in quello nuovo del custode, mentre le figure femminili sono più evidenti.

Notevole la bravura di Vinicio Marchioni nelle vesti di Riccardo, che si è immedesimato perfettamente nel personaggio, non meno la capacità interpretativa degli altri attori: Silvia Ajelli (regina Elisabetta) Anna Coppola (regina madre) Flavio Capuzzo Dolcetta (Custode), Sebastian Luque Herrera (principe di York), poi Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone, Andrea Sorrentino.

Il dramma si compone di due atti e termina dopo due ore e cinquanta, e il folto pubblico alla fine ha applaudito per la bravura degli attori.

Zucchero amaro

di Maria Antonia Iannantuoni

Su il sipario del ridotto dell’antico prestigioso teatro Mercadante di Napoli per il debutto nazionale della nuova opera teatrale, black comedy, testo e regia di Fortunato Calvino, drammaturgo e regista napoletano, una commedia grottesca e tenera, dove non mancano battute comiche, ma amare che non attenuano il dramma, ma lo rende più incisivo di quattro donne, completamente diverse. Il testo parla delle contraddizioni della città di Napoli, città, bella, maestosa, ricca di monumenti e di storia, ma torturata dal degrado di malavitosi, che il solo scopo è il sopruso, una tematica, antica, sempre uguale, la lotta tra il bene e il male. Il testo, appunto, descrive queste contraddizioni in una forma originale e nuova, la vittoria della fragilità che si oppone all’ arroganza del potere, vincendo l’amore delle due sorelle. La vicenda si colloca in un contesto urbano dei quartieri spagnoli, dove convivono queste due realtà. La scena è unica, la casa di due sorelle, che rappresenta il loro rifugio, contro l’esterno, che è un mondo violento e rapace. Gina e Laura sono due sorelle, completamente diverse, che combattono quel mondo violento in un modo diverso, Gina, profondamente religiosa, la sua casa è un santuario, dove ogni sera prega per le anime dei suoi cari, Laura vive, sognando un amore ideale. La loro vita scandita dal lavoro e dalla loro realtà serena viene turbata dall’ arrivo nella quieta casa di tre malavitose, Rosetta, Filomena, e Nina che minacciano di toglierle la casa, il loro linguaggio è brutale, senza scampo, perché da lì possono controllare la piazza sottostante per i loro traffici illeciti. La fede dell’una e le illusioni dell’altra e non la forza sono le strategie e la resistenza per difendersi dall’ arroganza e dalla violenza di quel mondo malavitoso.

C’è in questa commedia noir uno spiraglio di vittoria contro l’ingiustizia di un mondo rabbioso. Brave tutte le attrici Antonella Cioli (Gina), Rosaria De Cicco (Laura), Stella Cerciello (Rosetta), Fabiana Fazio (Filomena), Eleonora Flauto (Nina), molto apprezzate dal folto pubblico, che hanno applaudito con entusiasmo. Va ricordata la scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli del prof Tonino di Ronza.

Il lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neal “Milena Padula”

Lo spettacolo diretto ed interpretato da Gabriele Lavia è una commedia monumentale e cupa sulla dissoluzione della famiglia Tyrone. È da lodare senz’altro l’interpretazione definita “viscerale” di Gabriele Lavia e Federica Di Martino, sottolineando come la regia sia riuscita a rendere claustrofobico il peso del passato e dei fallimenti.