I Peanuts di Shultz
di Mauro D’Amico
Chi non ha mai visto almeno una delle splendide strisce giornaliere o delle tavole domenicali di Charles M. Schulz apparse sui giornali americani dal 2 ottobre 1950 al 13 febbraio 2000 giorno dopo la morte di Schulz? L’autore, nel suo testamento ha proibito la continuazione della serie, per cui molti giornali statunitensi hanno cominciato a ripubblicare le vecchie strisce con il titolo di Classic Peanuts.
L’allegra e sgangherata combriccola di amici vengono messi, loro malgrado, a confronto con il mondo degli adulti di cui riflettono insicurezze, insofferenze e aspirazioni.
Il più famoso di loro è Charlie Brown, il timido bambino dalla “faccia a palla” del tutto negato nel gioco del Baseball, da sempre innamorato della ragazzina dai capelli rossi. Accanto a lui troviamo Snoopy il bracchetto diventato sempre più importate nell’opera di Shultz. È il sognatore, il quasi filosofo, ora intento a combattere una infinita battaglia aerea con il “barone rosso” seduto sul tetto della sua cuccia, ora intento a scrivere un interminabile romanzo di successo coadiuvato da Woodstock un piccolo uccellino che incarna lo spirito rivoluzionario di chi affronta avversari infinitamente più grandi di lui in un’infinita protesta sociale.
Ancora altri personaggi come Lucy Van Pelt intraprendente, irascibile e innamorata del piccolo pianista, compositore Schroeder, che non corrisponde i suoi sentimenti e Linus il bimbo insicuro che non abbandona mai dalla sua coperta, la sua “comfort zone”. E una serie di altri personaggi che compaiono e scompaiono a seconda delle necessità narrative che l’autore di volta in volta affronta.


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