Il Re è nudo!

I mobili dalla finestra

Tra le più deprecabili usanze, della Festa di San Silvestro, v’era quella di lanciare dal balcone o dalla finestra tutto ciò che di antipatico v’era stato durante l’anno.  Per prima cosa venivano scaraventati in strada i medicinali. Fin qui nulla di grave per lo sprovveduto che si trovava a transitare in quella via. Succedeva di peggio quando gli abitanti decidevano di disfarsi di una sedia rotta o del letto sul quale erano stati costretti, a seguito di una qualche malattia, finalmente risolta, magari per ‘grazia ricevuta’. E senza pensarci su due volte, v’era chi scaraventava nel vuoto un comò che a suo dire gli portava male, o addirittura un tavolo sbilenco, che prima o poi, doveva essere eliminato. D’accordo, questo non succedeva nelle vie del centro, ma solo in alcuni tra i più popolari quartieri, A nulla valsero gli articoli pubblicati sui quotidiani atti a dissuadere quelli che venivano definiti degli ‘ottusi tradizionalisti’, che col loro malcostume, mettevano in pericolo l’incolumità dei passanti. Furono raggiunti dei ragguardevoli risultati, solo quando il Corpo dei Vigili Urbani, su disposizione del sindaco, denunciò i trasgressori all’autorità giudiziaria, ponendo delle salatissime multe.  All’inizio non fu facile individuare i responsabili, anche perché coloro che erano stati al balcone a godersi lo spettacolo del dirimpettaio che faceva volar via dalla finestra magari il proprio comodino, con vaso da notte compreso all’interno, invitati dai vigili a dare la loro testimonianza, rispondevano invariabilmente: “E chi ha visto niente! Noi a quell’ora stavamo dormendo!!” Si fa per dire! Perché con i tuonanti fuochi d’artificio di San Silvestro è pressoché impossibile abbandonarsi tra le braccia di Morfeo.Dai balconi e dalle terrazze di Napoli si lanciano botti che riecheggiano dappertutto: un incivile comportamento più volte stigmatizzato dalle forze dell’ordine, con relativo sequestro di materiale esplosivo. Ben appropriata resta la poesia di Ferdinando Russo che dice: “Avite maje ncuntrato a stu fuochista ca preparanno ‘e botte… perdette ‘e gambe,’e braccia e pure ‘a vista”.

Agli assordanti botti dei Pietro Micca da strapazzo, preferiamo rifugiarci nel salotto di casa nostra per stappare, con un lieve ‘flop’,le rituali bottiglie di champagne con i calici che tintinnano nei beneauguranti cincin.

Reri  (Per saperne di più consulta la rubrica L’ATTUALITA)