I Teatri

NAPOLI

Al Mercadante testi di Enzo Moscato. “Non posso narrare la mia vita” questo lo spettacolo presentato al Mercadante su testi di Enzo Moscato. Un omaggio all’autore napoleone in una sorta di autobiografia con rilievo sulla sua particolare scrittura teatrale, tra gli autori Tonino Taiuti e la regia di Roberto Andò.

MILANO

Al teatro Carcano con “Dirty Dancing” con autori protagonisti Gabriel Gentilini, Jhonny Castle e Vanessa Innocenti. Il musical che celebra il decennale debutto in Italia.

TORINO

Al teatro Carigniano presenta il “Riccardo III” di Shakespeare con la regia di Antonio Latella e con la messa in scena sul potere della parola di Riccardo III. Latella affronta l’opera Shakesperiana privilegiando mettendo in evidenza la malvagità del sovrano, un testo malinconico e moderatamente felice con Massimiliano Gallo.

NAPOLI

Claudio Baglioni si è esibirà al Teatro San Carlo riscuotendo plauso e applausi da una folta e attenta platea

Il Teatro Nazionale di Roma ha presentato “Abracadabra”, uno spettacolo-balletto, nella performance “Regina delle nevi”, “Angelo”

Al Teatro Regio di Torino, è stato proposto “Il ratto dal serraglio”

Al Teatro Argentina (Teatro Nazionale di Roma) sipario schiuso per “Sabato domenica e lunedì”

di Francesco Ribaud

La diffusa commedia eduardiana “Sabato, domenica e lunedì” è al suo tempo diventata film ad opera di Lina Wertmuller che ne ha proposto una particolare versione prima cinematografica e poi televisiva, nella “ripresa” dell’amaro dramma ne sono stati protagonisti nel grande e piccolo schermo Lucca De Filippo e Sophia Loren, mentre il ruolo del vivace coinquilino a Luciano De Crescenzo. Ben diverso era in realtà il lavoro alla sua origine proposto la prima volta al Teatro San Ferdinando di Napoli, ne fu protagonista lo stesso autore, ovvero Eduardo De Filippo che divorato dalla gelosia alla fine estrinseca tutta la sua ribollente invidia per l’inopportuno convitato.

Nella trama tutto finisce con una riappacificazione,ma come scrissero i più autorevoli critici che in quell’eccezionale debutto assistettero al lavoro la conclusione non era da tenersi zuccherata,lasciava comunque nel protagonista e nella consorte un’amarezza che mai si sarebbe potuta anulare, adesso all’Argentina, in un ennesimo rifacimento hanno fatto da protagonisti Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma e con loro Francesco Biscione, Pasquale Aprile, Alessandro Balletta e altri bravi attori, non resta quindi che da assistere allo spettacolo senza fare alcun riferimento alle precedenti messe in scena.

Spettacoli Romani

di Renato Carpentieri

Al Quirino è andata in scena la fantastica opera “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare a curarne la regia è stato Daniele Salvo che ha fatto leva su un’affiatata formazione della Scuola di recitazione.

Altro spettacolo andato in onda al Quirino è “La vita davanti a sè” diretto da Eduardo Pozzi tratto dal romanzo di Romen Gary che ha come protagonista Madame Rosa, ex prostituta ebrea sopravvissuta all’Olocausto che si prende cura dei bambini in difficoltà a Bari. La trama si concentra inaspettata amicizia tra Momò interpretata da Ibrahima Gueye, un turbolento ragazzo senegalese affidato sotto richiesta del suo medico, il dottor Cohen.

All’Ambra Jovinelli calendario artistico di fine anno si conclude con la “rivoluzione delle donne“ con Paola Turchi e Lino Castaldo, altro spettacolo attesissimo dal pubblico è stato “Non ti pago” con Carolina Rosi.

Al Teatro Vittoria quattro i lavori presentati a un pubblico oltre modo attento e sopratutto appassionato della buona prosa così sono andati in scena di volta in volta “Il turno di notte” “scritto e diretto da Gianpiero Francese con Giuseppe Centola, Gabriele Grano ed altri. A seguire “Uscirò dalla tua vita in taxi” di K. Waterhouse e W. Hall con la regia di Filippo d’Alessio.

Terzo appuntamento con la platea con “L’uomo che costruiva il futuro” di Nicolò Govoni con la regia Gioia Battista, a conclusione i riflettori sono stati puntati su “Matteoti. Anatomia di un fascismo” di Stefano Massini e la regia di Sandra Mangini. Un’opera quest’ultima che rientra nella più coinvolgente e teatro-cronaca, inquadrato in un triste periodo da non dimenticare.

TRUCULENTUS di Plauto al Teatro Arcobaleno di Roma

di Anele Marafondi

Lo spettacolo Truculentus di Plauto, in scena al Teatro Arcobaleno di Roma, ora Centro di Produzione del Classico, è un’autentica esplosione di energia teatrale e professionalità destinata a conquistare il pubblico, a partire dagli studenti delle scuole superiori e, da marzo prossimo, anche in versione serale.

Diretto con maestria da Vincenzo Zingaro, questo allestimento riesce a trasportare con brillantezza l’antica commedia latina nel cuore del ventennio italiano, creando un affresco storico vivido e ironico. La storia d’amore tra la prostituta raffinata e il giovane innamorato si dipana in un ritmo serrato e coinvolgente, dove la presenza di un generale del regime, abilmente reso con comicità pungente dal suo interprete, aggiunge una dimensione satirica efficace e memorabile.

La protagonista femminile, una cantante soprano di rara classe, impreziosisce la narrazione con assoli melodiosi che incantano gli ascoltatori. Accanto a lei, la gestrice del postribolo, interpretata da un’attrice di grande esperienza, mostra tutta la sua perizia nella sua performance intensa e divertente. Gli altri membri della Compagnia Castalia, navigatori consumati delle scene, si destreggiano con bravura tra ruoli eterogenei, dal matto del villaggio al podestà, al gestore dell’osteria di nome Truculentus, contribuendo a tessere un tessuto artistico armonioso e di spessore.

Il risultato finale è un prodotto teatrale di grande livello, capace di unire divertimento, riflessione e qualità recitativa, perfettamente calibrato per un pubblico giovane, ma senza rinunciare alla profondità e alla sofisticazione. Una serata da non perdere, che conferma il Teatro Arcobaleno come punto di riferimento imprescindibile per il teatro classico e contemporaneo a Roma.

La magistrale trasposizione della storia originaria operata da Vincenzo Zingaro, in un periodo lontanissimo da quello di Plauto, fa comprendere la contemporaneità innegabile del messaggio plautino, che si cala perfettamente nell’ambiente provinciale del nostro Paese.

Le Prenom – Cena tra amici.

di Maria Antonia Iannantuoni

Su il sipario per la commedia ”Prenom – cena tra amici” nell’ antico, prestigioso teatro Nuovo di Napoli , costruito nel 1724, luogo di elezione per l’ opera buffa, accogliendo artisti come Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello; un brutto incendio nel 1935 segnò un momento di crisi, ma nel 1985, grazie all’ iniziativa di Angelo Montello e Igina Di Napoli, fu riaperto e trasformato in un centro di sperimentazione e ricerca teatrale, diventando un teatro di avanguardia italiano e internazionale. La commedia “Prenom – Cena tra amici” di Alexandre de La Patellière Matthieu Delaporte, è stata tradotta per i teatri italiani da Fausto Paravadino. Interpreti Lisa Galantini, Alberto Giusta, Davide Lorino, Elisabetta Mazzullo e Aldo Ottobrino; regia di Antonio Zavatteri. La commedia è stata presentata in Francia la prima volta nel 2010, poi realizzata in un film dagli stessi autori. La scena è unica, un elegante salotto di una casa borghese di Parigi di due professori, lei, insegnante di liceo, lui, un professore di università, ambedue decisamente di ideologie di sinistra. Hanno invitato per una cena cordiale un amico d’ infanzia, brillante trombettista, il fratello di lei, agente immobiliare che con enfasi dà la notizia che diventerà padre di un maschietto. Grande è la felicità di tutti, ma il fratello, per scherzare, dirà che si chiamerà Adolf. Quel nome crea un gran scompiglio, evoca imbarazzanti, storiche memorie, dolorose. La discussione degenera ben presto, investendo valori e scelte personali. Tra rancori passati e rivalità sopite, che non mancano di ferire tutti i conviviali, appare una generazione allo sbando, dove tutti hanno qualcosa da nascondere e di rinfacciarsi con colpi di scena, battute comiche, amicizia e legami profondi. È una commedia brillante, tagliente, comica e drammatica che usa una cena in una sera qualsiasi come pretesto per mettere in luce segreti e rancori mai detti tra amici e famigliari; una commedia che critica la nostra borghesia, che, per il benessere quotidiano, nasconde ferite e rancori nel proprio cuore e sorride con ipocrisia. Bravi tutti gli attori, applauditi dal folto pubblico, che affollava l’accogliente teatro.